Ci sono fotografie che, più di tante parole, raccontano il senso di un progetto.
Per molto tempo vi abbiamo mostrato queste aule mentre prendevano forma: prima le mura, poi il tetto, gli infissi, i pavimenti, i banchi e le sedie. Vi abbiamo raccontato i lavori, i piccoli e grandi problemi da risolvere, l’entusiasmo per ogni nuovo traguardo raggiunto.
Oggi possiamo finalmente mostrarvele così come le avevamo immaginate fin dall’inizio: con le persone al loro interno.
Alla Scuola Agraria Renata D’Amico sono iniziate le attività.
E vedere i primi partecipanti seduti ai banchi, attenti durante le lezioni, rende concreta un’idea nella quale Gocce d’Amore ha creduto e investito tanto.
Fin dall’inizio abbiamo voluto che questo progetto fosse qualcosa di più della costruzione di un nuovo edificio.
Una scuola agraria significa offrire la possibilità di imparare a coltivare meglio la propria terra, acquisire competenze, migliorare la produzione agricola e trasformare quelle conoscenze in opportunità di lavoro e di sostentamento per le proprie famiglie. Significa, soprattutto, mettere a disposizione delle persone degli strumenti che possano accompagnarle nel tempo. È questa la filosofia che da sempre cerchiamo di seguire: non limitarsi ad offrire un aiuto per affrontare il bisogno di oggi, ma contribuire, per quando possibile, a creare le condizioni perché domani quel bisogno possa essere affrontato con maggiore autonomia.
Ed è bello vedere che tutto questo comincia già ad uscire dalle aule. Accanto alla scuola sono infatti comparse le prime piantine coltivate durante le attività pratiche: piccoli ortaggi che, nelle loro semplicissime sacche di terra, rappresentano forse una delle immagini più belle di questi primi giorni.




Sono soltanto delle piantine, ma per noi significano molto di più.
Quando abbiamo iniziato a costruire la Scuola Agraria Renata D’Amico, vedevamo un edificio che cresceva giorno dopo giorno. Oggi vediamo crescere qualcos’altro. Vediamo persone che imparano, conoscenze che vengono trasmesse ed i primi insegnamenti che cominciano a trasformarsi in esperienza concreta.
Ed è proprio qui che un progetto smette di essere semplicemente un edificio costruito e comincia a diventare ciò per cui era stato pensato: una possibilità.
La strada naturalmente è appena cominciata. La scuola avrà bisogno di essere accompagnata, sostenuta e fatta crescere nel tempo. Ma vedere finalmente quelle aule utilizzate ci regala una soddisfazione difficile da descrivere, perché dietro ogni banco, ogni sedia, ogni parete di questa scuola ci sono le donazioni, il lavoro, il tempo e soprattutto la fiducia di tante persone che hanno creduto insieme a noi nella possibilità di realizzarla.
A tutte loro va ancora una volta il nostro grazie, ed il grazie più bello, oggi, arriva proprio da queste fotografie.




La Scuola Agraria Renata D’Amico è viva! E quei piccoli germogli davanti alle sue mura ci ricordano perfettamente perché abbiamo voluto costruirla: seminare conoscenza oggi, per raccogliere autonomia domani.
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