Una lettera del fondatore Franco Vagelli racconta la nascita di Gocce d’Amore

Caro volontario/a,

un’amica di Napoli che operava a Zanzibar, nell’ottobre 2007 mi convinse a recarmi sul posto per farmi conoscere alcuni volontari dell’associazione WHY A HOME FOR YOUTH. Costoro nei villaggi a sud dell’isola cercavano di dare un contributo a favore dei bambini delle varie comunità.

Constatare in che stato di disagio vivevano gli abitanti dei villaggi, mi ha sconvolto. Verificare con quanto amore e dedizione questo gruppo di volontari cercava di alleviare le sofferenze di tanti soprattutto nei confronti dei bambini, mi ha invece esaltato.

Ho visto queste famiglie in stato di assoluta povertà, cosa mangiano, o meglio come non riescono a nutrirsi; come vivono in baracche di terra e pietra senza acqua, senza corrente elettrica, senza servizi igienici. Tuguri veri e propri, che contemporaneamente vengono usate anche come ricoveri di animali.

Ho visto tanti bambini di pochi anni, completamente ignudi, camminare soli o in gruppo per stradine o sostare fuori le case senza sorveglianza e nell’assoluta mancanza ed inosservanza di elementari principi igienici.

Una vita “non vita” rispetto a come viene considerata in occidente. Uno stato d’essere non immaginabile neanche nei nostri più miseri paesi dell’anteguerra.

Tornato in Italia, ho avvicinato altri amici illustrando la situazione e ricevendo da tutti la disponibilità ad intervenire.

Nasceva cosi il Gruppo Gocce d’Amore per i Bambini dell’Africa.

“Se fai il bene, ti attribuiranno secondi fini egoistici… NON IMPORTA FA IL BENE”  S.Teresa di Calcutta

Franco